Nuovo metodo per identificare le galassie in fase di ringiovanimento
Un recente studio, pubblicato su arXiv (2601.05992v1), propone un nuovo metodo per identificare le galassie in fase di ringiovanimento nell’Universo locale. Questo approccio si basa sull’utilizzo congiunto di dati di imaging ultravioletto (UV) e spettroscopia ottica. Le galassie in fase di ringiovanimento sono importanti per comprendere l’evoluzione galattica, ma identificarle è difficile, in quanto richiede dati fotometrici e spettroscopici per vincolare le recenti storie di formazione stellare.
Il metodo si basa sulla selezione di sistemi definiti come in fase di ringiovanimento se sono quiescenti nel vicino-UV (NUV, che traccia scale temporali di circa 100 Myr) ma in formazione stellare in Hα (che traccia circa 10 Myr). Tuttavia, poco dopo un episodio di formazione stellare, il NUV è dominato dalle stesse stelle massicce che alimentano Hα, quindi questi indicatori non sempre tracciano scale temporali distinte. Per risolvere questo problema, gli autori derivano una relazione che prevede l’emissione NUV associata alla popolazione stellare ionizzante O, tracciata da Hα, consentendo di isolare il contributo NUV delle stelle a vita più lunga (principalmente stelle B/A con M≲20M⊙). Sottraendo il NUV delle stelle O previsto dal NUV corretto per la polvere si ottiene una diagnostica di ringiovanimento più affidabile.
Utilizzando questo metodo, gli scienziati hanno identificato circa 10.000 galassie in fase di ringiovanimento in un campione di galassie del Sloan Digital Sky Survey (SDSS), pari a circa 4,5%. Queste galassie hanno masse stellari intermedie e si trovano principalmente in ambienti a bassa densità, diventando sempre più rare verso i centri dei gruppi e degli ammassi. Le galassie in fase di ringiovanimento mostrano anche metallicità nella fase gassosa sistematicamente inferiori, coerenti con l’alimentazione da parte dell’accrescimento di gas povero di metalli.
Paper: ArXiv.org