Abbondanza di microplastiche e nanoplastiche nell’atmosfera urbana

Introduzione

Un nuovo studio pubblicato su Science Advances rivela la preoccupante presenza di microplastiche e nanoplastiche nell’atmosfera delle aree urbane. La ricerca, condotta nel gennaio 2026, evidenzia l’estensione dell’inquinamento da plastica, sollevando importanti interrogativi sulla salute umana e sull’ambiente.

Dettagli della Ricerca

Lo studio ha analizzato campioni atmosferici, rilevando concentrazioni significative di particelle plastiche di dimensioni microscopiche e nanoscopiche. Queste particelle, provenienti da diverse fonti come l’usura di pneumatici, tessuti sintetici e imballaggi, possono rimanere sospese nell’aria per lunghi periodi, viaggiando anche a grandi distanze. L’indagine ha dimostrato come le aree urbane siano particolarmente colpite, a causa dell’alta densità di popolazione e delle attività umane.

Implicazioni

L’inalazione di microplastiche e nanoplastiche rappresenta una seria minaccia per la salute umana. Le particelle possono penetrare profondamente nei polmoni, raggiungendo il flusso sanguigno e potenzialmente causando infiammazioni e altre patologie. Inoltre, la presenza di plastica nell’atmosfera contribuisce all’inquinamento globale, influenzando gli ecosistemi e il ciclo del carbonio. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno gli effetti a lungo termine di questa forma di inquinamento e per sviluppare strategie efficaci di mitigazione.

Conclusioni

I risultati dello studio sottolineano l’urgente necessità di ridurre l’uso della plastica e di migliorare la gestione dei rifiuti. È fondamentale sviluppare nuove tecnologie per monitorare e rimuovere le particelle plastiche dall’atmosfera, proteggendo la salute umana e l’ambiente. La collaborazione tra scienziati, responsabili politici e cittadini è essenziale per affrontare questa sfida globale.


Fonte: Science Advances

Revisione analitica dei dati di bioaccumulo di nanoplastiche e un modello tossicocinetico unificato: dai teleostei al cervello umano

Nuova ricerca sul bioaccumulo di nanoplastiche

Una recente pubblicazione su arXiv (2512.22593v2) presenta una revisione analitica dei dati sul bioaccumulo di nanoplastiche (NP), sviluppando un modello tossicocinetico unificato. La ricerca, che si concentra sul passaggio delle nanoplastiche dai pesci teleostei al cervello umano, rivela importanti implicazioni per la salute umana.

Le nanoplastiche sono sempre più rilevate nel sangue e negli organi umani, raggiungendo concentrazioni significative. Il modello proposto collega la cinetica di assorbimento a breve termine con l’accumulo a lungo termine specifico per gli organi. Utilizzando un modello tossicocinetico a due compartimenti, i ricercatori hanno analizzato i dati di assorbimento e rilascio nei pesci, identificando un parametro chiave, la capacità di escrezione sistemica, che influenza l’accumulo.

La ricerca rivela che l’accumulo di nanoplastiche nel cervello umano è compatibile con una clearance sistemica inefficiente e una forte partizione guidata dai lipidi. Le concentrazioni nei tessuti umani seguono una scala cubica approssimativa con la frazione lipidica, evidenziando il contenuto lipidico come determinante dominante dell’accumulo cronico di nanoplastiche. Questo studio fornisce un quadro per comprendere l’impatto delle nanoplastiche sulla salute umana e sottolinea l’importanza di ulteriori ricerche.


Paper: ArXiv.org

Micro e nanoplastica: un nuovo sospettato nell’aumento del cancro al colon giovanile?

Un’Emergenza Crescente

Il cancro del colon-retto a esordio precoce (EOCRC), diagnosticato in persone di età inferiore ai 50 anni, è in aumento a livello globale. Nonostante gli sforzi della ricerca, le cause di questo incremento rimangono in gran parte sconosciute. Tuttavia, cresce l’interesse verso i fattori ambientali come possibili responsabili. Tra questi, l’esposizione a micro e nanoplastica (MNP) sta emergendo come un elemento chiave.

Le Micro e Nanoplastiche: Un Nuovo Pericolo?

Le MNP, minuscole particelle di plastica, possono infiltrarsi nel nostro organismo attraverso l’ingestione, ad esempio attraverso cibo e acqua contaminati. Una volta all’interno del tratto gastrointestinale, queste particelle possono attraversare la barriera epiteliale, interagendo direttamente con le cellule epiteliali e immunitarie. Questo processo può avvenire tramite endocytosi o percorsi paracellulari.

Organoidi del Colon come Modelli Sperimentali

Per indagare il ruolo delle MNP nello sviluppo dell’EOCRC, i ricercatori stanno utilizzando modelli sperimentali avanzati, come gli organoidi del colon. Questi mini-organi in vitro, ricreati in laboratorio, replicano le caratteristiche del colon umano e permettono di studiare gli effetti delle MNP sulle cellule e sui processi biologici. Questi studi potrebbero rivelare come le MNP promuovono la carcinogenesi, aprendo la strada a nuove strategie di prevenzione e trattamento.

Prospettive Future

Comprendere il legame tra l’esposizione alle MNP e l’EOCRC è cruciale per affrontare questa crescente emergenza sanitaria. La ricerca in questo campo è ancora in fase iniziale, ma i risultati potrebbero avere un impatto significativo sulla salute pubblica, offrendo nuove informazioni sulle cause del cancro del colon e fornendo indicazioni per la riduzione dell’esposizione alle plastiche.


Fonte: PubMed (NIH)