Nuove scoperte sulla connessione tra espulsioni di massa coronale e protuberanze solari
Un recente studio, basato sull’analisi di osservazioni dettagliate della corona solare, ha fornito nuove informazioni sulla relazione tra i nuclei brillanti delle espulsioni di massa coronale (CME) e le protuberanze solari. La ricerca, pubblicata su arXiv (arXiv:2601.05768v1), ha utilizzato dati provenienti da diverse fonti, tra cui il coronagrafo K-Cor del Mauna Loa Solar Observatory (MLSO) e le osservazioni Hα del Global Oscillation Network Group (GONG), oltre alle immagini a 304 Å dell’Atmospheric Imaging Assembly (AIA).
I risultati dello studio evidenziano una forte corrispondenza spaziale tra le protuberanze Hα e i nuclei delle CME nella luce bianca, con una correlazione media di circa 0,7. Le correlazioni tra luce bianca e AIA 304 Å sono risultate più deboli (circa 0,5). In diversi eventi, è stato possibile tracciare continuamente i nuclei delle CME fino al campo visivo del Large Angle and Spectrometric Coronagraph Experiment (LASCO/C2), confermando la persistenza del materiale delle protuberanze nella corona esterna.
Lo studio sottolinea l’importanza delle osservazioni della corona interna per una corretta analisi della dinamica delle CME. L’estrapolazione all’indietro dei nuclei delle CME da LASCO/C2, basata su ipotesi di velocità costante e traiettoria lineare, può infatti introdurre errori significativi, fino a 40° nell’angolo di posizione e circa 140 minuti nel tempo di eruzione. In conclusione, i risultati suggeriscono che, nelle CME associate a protuberanze, i nuclei brillanti sono prevalentemente composti da materiale proveniente dalle protuberanze.
Paper: ArXiv.org