Produzione di $J/\psi$ all’interno dei jet all’EIC

Nuove Prospettive sulla Produzione di Charmonio all’EIC

Un recente studio, pubblicato su arXiv:2601.05530v1, presenta nuove previsioni teoriche sulla distribuzione dell’impulso trasversale di $J/\psi$ prodotti all’interno dei jet presso il futuro Electron-Ion Collider (EIC). La ricerca si concentra sull’analisi della produzione di charmonio, come il mesone $J/\psi$, un’importante sonda per comprendere la fisica dei quark pesanti.

Utilizzando il framework della funzione jet di frammentazione semi-inclusiva (FJF), il calcolo raggiunge una precisione del prossimo ordine (NLO) nell’accoppiamento forte e una precisione logaritmica principale (LL) sommando sia i logaritmi collineari che quelli di soglia. A differenza del regime dominato dai gluoni dell’LHC, la fotoproduzione EIC è caratterizzata da una componente quark-iniziata migliorata, offrendo una sonda complementare nel meccanismo di produzione del charmonio governato dagli elementi di matrice a lunga distanza (LDME) non perturbativi.

Lo studio esamina l’impatto di set LDME rappresentativi, dimostrando il distinto potere di discriminazione dell’EIC per i meccanismi. I risultati indicano che i contributi dei quark sono particolarmente significativi nella regione di piccola frazione di impulso. Questa regione si dimostra anche sensibile sia al raggio del jet $R$ che ai criteri sperimentali di identificazione dei muoni per il canale di decadimento $J/\psi \to \mu^+\mu^-$. Questi risultati stabiliscono gli osservabili quarkonio-in-jet all’EIC come una sonda vitale e indipendente per vincolare i meccanismi di produzione e far progredire la nostra comprensione della formazione del quarkonio pesante.


Paper: ArXiv.org

Primi risultati dalla PanRadio Gamma-Ray Burst Collaboration: l’afterglow a 400 giorni di GRB 230815A

Primi risultati dalla PanRadio Gamma-Ray Burst Collaboration

Un nuovo studio condotto dalla PanRadio Gamma-ray Burst (GRB) Collaboration, pubblicato su arXiv (arXiv:2511.07644v2), presenta i primi risultati di un programma radiofonico su larga scala che ha monitorato sistematicamente gli afterglow di eventi GRB nel cielo meridionale. Lo studio si concentra sull’evento GRB 230815A, un burst a lunga durata (collapsar), e offre un’analisi dettagliata del suo afterglow per un periodo di 400 giorni.

I ricercatori hanno utilizzato l’Australia Telescope Compact Array per seguire l’evoluzione multifrequenza degli afterglow GRB, dalla prima ora fino a diversi anni dopo l’evento. GRB 230815A, in particolare, non avrebbe ricevuto un tradizionale follow-up radio per via dell’estinzione della linea di vista con $A_V=2.3$ e della mancanza di un redshift noto. I dati ottenuti hanno rivelato un’anomalia: un ‘break’ del jet osservato nei raggi X a circa 0.1 giorni dall’evento, in contrasto con l’evoluzione delle curve di luce radio multifrequenza, tracciate per 400 giorni.

Per spiegare queste discrepanze, gli scienziati propongono un modello a due componenti per il jet: il ‘break’ nei raggi X deriva da un componente stretto (angolo di apertura di ${\sim}2.1^{\circ}$), mentre l’evoluzione radio è dovuta ad un componente più largo (angolo di apertura di $\gtrapprox 35^{\circ}$). Il programma PanRadio GRB si pone l’obiettivo di creare un campione di GRB monitorati in modo completo, al fine di studiare in dettaglio i parametri microfisici e dinamici, rivelando la diversità degli outflow e degli ambienti.


Paper: ArXiv.org