Fusioni violente rivisitate: l’origine delle stelle più veloci della Galassia

Fusioni Violente Riconsiderate

Un nuovo studio esplora l’origine delle stelle più veloci della nostra galassia, focalizzandosi sulle fusioni violente tra nane bianche. Queste fusioni, in cui due nane bianche di carbonio-ossigeno collidono, sono state a lungo considerate possibili precursori delle supernovae di tipo Ia. I ricercatori hanno rianalizzato questo scenario utilizzando simulazioni avanzate, con una particolare attenzione alla detonazione durante la fusione.

Le simulazioni confermano che le fusioni violente non generano supernovae di tipo Ia normali. Tuttavia, rivelano un aspetto cruciale: la nana bianca secondaria, mentre viene distrutta e accelerata verso la primaria, non brucia completamente. Il suo nucleo sopravvive come oggetto legato. L’esplosione risultante lascia una nana bianca di carbonio-ossigeno di circa 0.16 masse solari, che viaggia a 2800 km/s. Questo la rende un candidato ideale per spiegare l’origine delle nane bianche iperveloci osservate, le stelle più veloci della galassia.

Inoltre, lo studio mostra che prima dell’esplosione, una quantità significativa di materiale, principalmente elio, carbonio e ossigeno, viene espulsa a velocità superiori a 1000 km/s. I ricercatori suggeriscono che se le fusioni violente hanno creato oggetti come D6-1 e D6-3, allora dovrebbe esistere una popolazione molto più ampia di fusioni di nane bianche con nane bianche primarie leggermente meno massicce, che potrebbero essere responsabili delle supernovae di tipo Ia normali.


Paper: ArXiv.org