Indagine sul nucleo delle CME: la relazione con le protuberanze tramite osservazioni coronali interne

Nuove scoperte sulla connessione tra espulsioni di massa coronale e protuberanze solari

Un recente studio, basato sull’analisi di osservazioni dettagliate della corona solare, ha fornito nuove informazioni sulla relazione tra i nuclei brillanti delle espulsioni di massa coronale (CME) e le protuberanze solari. La ricerca, pubblicata su arXiv (arXiv:2601.05768v1), ha utilizzato dati provenienti da diverse fonti, tra cui il coronagrafo K-Cor del Mauna Loa Solar Observatory (MLSO) e le osservazioni Hα del Global Oscillation Network Group (GONG), oltre alle immagini a 304 Å dell’Atmospheric Imaging Assembly (AIA).

I risultati dello studio evidenziano una forte corrispondenza spaziale tra le protuberanze Hα e i nuclei delle CME nella luce bianca, con una correlazione media di circa 0,7. Le correlazioni tra luce bianca e AIA 304 Å sono risultate più deboli (circa 0,5). In diversi eventi, è stato possibile tracciare continuamente i nuclei delle CME fino al campo visivo del Large Angle and Spectrometric Coronagraph Experiment (LASCO/C2), confermando la persistenza del materiale delle protuberanze nella corona esterna.

Lo studio sottolinea l’importanza delle osservazioni della corona interna per una corretta analisi della dinamica delle CME. L’estrapolazione all’indietro dei nuclei delle CME da LASCO/C2, basata su ipotesi di velocità costante e traiettoria lineare, può infatti introdurre errori significativi, fino a 40° nell’angolo di posizione e circa 140 minuti nel tempo di eruzione. In conclusione, i risultati suggeriscono che, nelle CME associate a protuberanze, i nuclei brillanti sono prevalentemente composti da materiale proveniente dalle protuberanze.


Paper: ArXiv.org

Analisi delle Eruzioni Solari e delle Macchie Solari del 4 Gennaio 2025 e i loro Effetti sul Meteo Spaziale

Analisi delle Eruzioni Solari e delle Macchie Solari del 4 Gennaio 2025

Le eruzioni solari e le espulsioni di massa coronale (CME) sono tra i fenomeni più energetici del sistema solare, con un impatto significativo sul meteo spaziale e sulle tecnologie terrestri. Uno studio recente, pubblicato su arXiv (arXiv:2601.05591v1), si concentra sull’analisi di questi eventi solari osservati il 4 gennaio 2025.

La ricerca utilizza SunPy, una libreria Python open-source per la fisica solare, per esaminare le regioni attive del sole e la loro correlazione con le eruzioni solari e le CME. I dati provengono da varie fonti, tra cui GOES, SDO (AIA e HMI), Solar Orbiter (STIX), e-CALLISTO, Aditya L1 (SUIT) e SOHO. L’analisi ha permesso di tracciare l’intensità delle eruzioni, l’evoluzione delle regioni attive, la dinamica delle onde d’urto e delle CME.

L’eruzione solare analizzata è stata classificata come un evento di classe X1.8. Lo studio ha evidenziato alcuni precursori magnetici chiave che hanno portato all’eruzione. I risultati contribuiscono a una migliore comprensione dei precursori delle eruzioni solari e supportano lo sviluppo di modelli predittivi per le previsioni del meteo spaziale. Questo tipo di ricerca è fondamentale per mitigare i potenziali rischi derivanti dalle tempeste solari, come interruzioni delle comunicazioni e danni ai satelliti.


Paper: ArXiv.org