L’alopecia indotta da chemioterapia (CIA): un problema persistente
L’alopecia indotta da chemioterapia (CIA) rimane un effetto collaterale debilitante per i pazienti oncologici, influenzando negativamente la qualità della vita e il benessere psicologico. La perdita dei capelli, spesso associata a un profondo disagio emotivo, rappresenta un importante problema non solo estetico ma anche psicologico per i pazienti sottoposti a chemioterapia.
Il raffreddamento del cuoio capelluto: una soluzione promettente
Il raffreddamento del cuoio capelluto è emerso come un intervento promettente per prevenire la caduta dei capelli. Questa tecnica, che prevede l’utilizzo di dispositivi per raffreddare il cuoio capelluto durante la somministrazione della chemioterapia, riduce il flusso sanguigno ai follicoli piliferi, limitando così l’assorbimento dei farmaci chemioterapici.
Innovazioni per un futuro più accessibile ed ecologico
Una recente revisione sistematica ha analizzato 52 studi pubblicati tra il 2014 e il 2024, concentrandosi sulle innovazioni tecnologiche nel campo del raffreddamento del cuoio capelluto. La ricerca si è focalizzata sull’efficacia, la convenienza economica e l’impatto ambientale di queste nuove tecnologie. L’obiettivo è quello di rendere i trattamenti più accessibili, meno costosi e più sostenibili, garantendo un miglioramento della qualità della vita dei pazienti oncologici.
Lo studio, disponibile su PubMed, evidenzia come la ricerca in questo campo sia in continua evoluzione, con un focus crescente sulla sostenibilità e sull’accessibilità delle cure.
Fonte: PubMed (NIH)