Come il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere sta alimentando il mercato europeo del carbonio e la trasformazione industriale

Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE e il mercato del carbonio

Il mercato globale del carbonio è frammentato e caratterizzato da una limitata trasparenza dei prezzi e da prove empiriche, creando sfide per gli investitori e i responsabili politici nell’individuazione delle opportunità di gestione del carbonio. L’Unione Europea è tra le regioni che hanno implementato la fissazione dei prezzi delle emissioni attraverso un sistema di scambio di quote di emissioni (EU ETS).

Sebbene l’EU ETS abbia contribuito alla riduzione delle emissioni, ha anche sollevato preoccupazioni in merito alla competitività internazionale e alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, in particolare data la forte integrazione delle industrie dell’UE nelle catene del valore globali. Per affrontare queste sfide, la Commissione Europea ha proposto il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) nel 2021.

Il CBAM è progettato per operare insieme all’EU ETS applicando un prezzo del carbonio a determinate merci importate, allineando così i costi del carbonio tra produttori nazionali ed esteri. Sostituirà gradualmente le attuali misure di mitigazione della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, inclusa l’assegnazione di quote gratuite nell’ambito dell’EU ETS. L’ambito iniziale del CBAM riguarda l’elettricità, il cemento, i fertilizzanti, l’alluminio, il ferro e l’acciaio.

Con l’intensificarsi delle politiche climatiche nell’ambito dell’Accordo di Parigi, si prevede che meccanismi simili al CBAM svolgano un ruolo sempre più importante nella gestione dei rischi commerciali legati al carbonio e nel sostegno alla transizione verso emissioni nette pari a zero.


Paper: ArXiv.org