Un controllore robotico morbido ispirato alle sinapsi neuronali si adatta a bracci, compiti e perturbazioni diversi

Un passo avanti nella robotica morbida

Un team di ricercatori ha sviluppato un innovativo controllore robotico morbido, ispirato al funzionamento delle sinapsi neuronali nel cervello umano. Questo sistema si adatta in modo dinamico a diverse tipologie di bracci robotici, compiti da svolgere e perturbazioni esterne, aprendo nuove possibilità per applicazioni in ambienti complessi e imprevedibili. La ricerca, pubblicata su Science Advances, segna un passo significativo verso robot più versatili e resilienti.

L’ispirazione dalle sinapsi neuronali

Il controllore si basa sul concetto di “sinapsi strutturali e plastiche”. Così come le sinapsi nel cervello umano si rafforzano o si indeboliscono in base all’esperienza, questo sistema regola le sue connessioni interne per ottimizzare le prestazioni. Questo approccio consente al robot di apprendere e adattarsi a nuove situazioni senza la necessità di una complessa riprogrammazione.

Adattabilità e versatilità

La capacità di adattamento del controllore è stata dimostrata su una varietà di bracci robotici e compiti, inclusi la manipolazione di oggetti e il movimento in ambienti instabili. Il sistema si è dimostrato in grado di compensare automaticamente le perturbazioni, come variazioni di peso o collisioni, mantenendo un’elevata efficienza. Questa flessibilità rende la tecnologia particolarmente promettente per applicazioni come la robotica assistiva, l’esplorazione spaziale e la produzione industriale.

Prospettive future

I ricercatori prevedono di continuare a sviluppare il controllore, integrando nuove funzionalità e migliorando le sue capacità di apprendimento. L’obiettivo è creare robot ancora più intelligenti e autonomi, in grado di interagire in modo sicuro ed efficace con l’ambiente circostante. Questo studio apre la strada a una nuova generazione di robot in grado di affrontare sfide complesse e di adattarsi a contesti in continua evoluzione.


Fonte: Science Advances