E. coli è bravo nella chemiotassi?

E. coli: Maestro o Allievo nella Chemiotassi?

La chemiotassi, la capacità dei batteri di navigare verso nutrienti o allontanarsi da sostanze nocive, è da tempo considerata un’abilità straordinaria. Tuttavia, una recente ricerca, pubblicata su Nature Physics da Hudson Mattingly e colleghi (2026), solleva dubbi significativi su questa convinzione consolidata. Lo studio suggerisce che Escherichia coli, un batterio ampiamente studiato, utilizzi solo una piccola porzione delle informazioni sensoriali disponibili sulla sua superficie. Questo implica che la chemiotassi batterica, contrariamente a quanto si pensava, potrebbe non operare ai limiti fisici della sensibilità.

Il lavoro di Mattingly e colleghi sfida i modelli classici di chemiotassi, i quali presuppongono che i batteri sfruttino al massimo le informazioni sensoriali per una navigazione precisa. I ricercatori hanno analizzato come E. coli risponde ai gradienti chimici, scoprendo che il batterio sembra ignorare una parte consistente dei segnali ambientali. Questo comportamento, inaspettato, solleva importanti interrogativi sulla robustezza della chemiotassi batterica di fronte al rumore e alle fluttuazioni ambientali.

Le implicazioni di questa ricerca si estendono ben oltre la biologia batterica. Le scoperte di Mattingly e colleghi offrono nuovi spunti di riflessione per fisici, biologi e persino gli studiosi di mitologia greca. La capacità dei batteri di adattarsi e sopravvivere in ambienti complessi, sfruttando in modo efficiente le risorse disponibili, resta un tema affascinante e ricco di potenziali applicazioni. Lo studio apre nuove strade per la comprensione dei meccanismi di base della percezione sensoriale e dell’adattamento biologico.


Paper: ArXiv.org