Nuove Prospettive per la Rilevazione della Materia Oscura: Ionizzazione Gravitazionale
Un recente studio, pubblicato su arXiv (2601.05935v1), esplora un metodo innovativo per la possibile rilevazione dei buchi neri primordiali (PBH), candidati promettenti per la materia oscura. L’articolo si concentra sull’interazione gravitazionale di questi oggetti con la materia circostante, in particolare l’idrogeno neutro.
I PBH, ipotizzati formarsi nel primo universo, con masse nell’intervallo degli asteroidi (tra $10^{17}$ g e $10^{23}$ g), sono difficili da rilevare direttamente. Tuttavia, questo studio suggerisce che i forti gradienti del campo gravitazionale dei PBH potrebbero generare forze mareali sufficienti a disgregare atomi e nuclei. Questo fenomeno di “ionizzazione gravitazionale” potrebbe fornire nuovi segnali osservabili.
Gli autori valutano la possibilità di rilevare la radiazione emessa dalla ricombinazione degli atomi ionizzati, ma concludono che, nell’epoca attuale, questo effetto sarebbe sovrastato dalla radiazione di Hawking. Tuttavia, l’analisi rivela che immediatamente dopo la ricombinazione cosmica (z≈1090), le interazioni gravitazionali potrebbero aver dominato il deposito di energia nel mezzo interstellare per una specifica distribuzione di PBH.
Lo studio considera anche la dissociazione dei deuteroni e la fissione nucleare indotta dalla gravità, fenomeni che potrebbero verificarsi in condizioni estreme. Si osserva che la dissociazione gravitazionale dei deuteroni potrebbe dominare la fotodissociazione dovuta alla radiazione di Hawking in specifici intervalli di massa dei PBH. Inoltre, si identifica la fissione nucleare indotta dalla deformazione mareale come un potenziale segnale osservabile.
Paper: ArXiv.org